Ho sempre creduto che incidere un disco fosse come scrivere un romanzo dove il compositore tenta di raccontare una storia musicale in grado di suscitare in chi ascolta una cascata di emozioni e suggestioni sempre diverse tra di loro, aiutandolo a fantasticare e viaggiare con la propria mente verso nuovi orizzonti ed emozioni o, al contrario, riportandolo indietro negli anni per fargli rivivere antiche emozioni che hanno caratterizzato la sua vita.
Questo è ciò che mi ero prefissato con il mio disco “WEKE” nel momento in cui avevo deciso di scriverlo e pubblicarlo, distogliere la mente di chi ascolta dalla quotidianità per condurlo mano nella mano verso il mio mondo emozionale.
Le prime sei composizioni risentono moltissimo dell’influenza della mia formazione musicale
a 360 gradi: dalla musica di carattere modale in genere, al jazz, alla classica, al pop, al tango e al canto gregoriano. Si tratta di composizioni che ho scritto nello spazio di una calda estate in cui era così forte in me la voglia e il desiderio di raccontare qualcosa agli altri e per gli altri, spogliandomi di qualsiasi inibizione
e stereotipo, e raccontandomi solo attraverso la mia musica. Esse hanno un carattere descrittivo e generalmente ciascuna composizione è suddivisa in più episodi tanto da raccontare una storia sempre diversa che ognuno può liberamente immaginare.
Le successive tre composizioni sono un omaggio ad Astor Piazzolla e ai Beatles che così tanto hanno determinato
e caratterizzato i momenti più salienti della
mia vita. Ringrazio tutti i musicisti dell’ensamble, i solisti e il Coro di Voci Bianche San Matteo che hanno contribuito alla realizzazione del progetto musicale WEKE. Voglio semplicemente precisare che ciò appena
detto non è un luogo comune o un modo di dire, ma ciò che credo veramente perché tutto quello che è stato realizzato con loro non è solo frutto di un rapporto professionale, bensì la condivisione di un progetto che, prima che musicale, è di profonda amicizia e stima.
Vincenzo Cipriani